Ti verrò a cercare

Testa diritta e sguardo fermo, per la paura di perdere equilibrio. Di voltarsi.

Sento i miei passi che si susseguono nella via e il loro ritmo sostiene come può quel tanto coraggio che mi ci è voluto per farlo, che mi ci è voluto per lasciarti là dietro, per rinunciare a quel che potevamo essere, per rinunciare a quei sorrisi e quel calore.

E ad ogni passo mi ripeto di andare avanti e non voltarmi per nessun motivo, nessun motivo, nessun motivo.

E laggiù ci sei tu, e io che non so neanche se sei ancora là, se non stacchi i tuoi occhi da me che mi allontano, se attendi che tutto si fermi e io crolli e mi volti, o se sei già altrove.

E io che vado avanti, che uccido con un urlo di dolore tutto ciò che non sia quello che davvero il mio cuore vuole, che non passi dalla strada giusta. E abbandono il calore di un letto amorevole per uscire in questa notte fredda e umida, che annebbia tutto, che rende incerte le mie visioni, che rende inutili le mie certezze, che mi spaventa e che d’un tratto m’inghiotte. E la scoprirò presto una nebbia amica, non li’ per offuscarmi la via ma per impedirmi lo sconforto nel vedere l’asprezza e la lunghezza della strada.

E cammino. E tu là dietro. E una strada davanti, e tanta nebbia intorno, qualche osteria per sentirsi al caldo per una notte. E tu davanti a me, tu da cercare, mi costasse anche tutta la vita, mi costasse anche un eterno viaggio al freddo in questa nebbia.

E una lacrima, e il mio cuore che urla, e io che lo sopprimo con un altro “non voltarti, Davide”.

passi-nebbia