Nel prossimo abbraccio

Una porta aperta, quella che lascio sempre, quella che basta a spaventarti, quella che basta a farci volare via.

Figli del nulla ci abbracciamo, creiamo un mondo perfetto fatto di noi per poi distruggerlo, forse prima che lo distrugga la vita, prima che ci faccia più male.

Voliamo di letto in letto, senza lasciare il cuore a casa. Ce lo portiamo dietro cosi pesante senza darlo a vedere, lo mescoliamo avendo imparato poi alla fine a riprendersi ognuno il suo.

Ci illudiamo di eterno finché ancora una volta non è tutto finito. Fino al prossimo letto, non con meno passione, non con meno verità, non con meno nostalgia già a quel primo di un ultimo bacio.

E ci stupiamo di quanto sia facile tornare a un attimo prima, e guardare avanti verso il prossimo perfetto incontro in cui daremo ancora una volta tutti noi stessi e in cui resteremo ancora una volta delusi. Abbandonati o abbandonanti. In una commedia delle parti con lo stesso copione.

Costretti dall’aver guardato oltre la disillusione, oltre il soave. Costretti o benedetti ad un unico grande amore in mille anime diverse lungo un’unica affollata vita. Abbracciando te ogni volta e perdendoti ogni volta ancora.. sperando di averti un po’ più vicino la volta successiva, e trovandoti più vero ma mai abbastanza. E la solitudine che ti spezza e che si spezza in un altro abbraccio, con la facilità con cui si scopava. Oggi si dà l’amore.