Manifesto

Il mio Scomposto Rimuginare Quotidiano

C’è chi ha paura della Selva e si guarda bene dal solo immaginarla e magari si comporta come se non esistesse. Chi allo stesso modo invece non riesce ad ignorarla e la vive come uno spettro, come un fantasma, un’ombra che ne condiziona tutta la vita.

C’è chi ne ignora completamente l’esistenza, e in questa non conoscenza vive una sua privata e primordiale felicità.

C’è poi chi ne è affascinato e assecondando questo umore vi si avventura con calma pianificata, con torce e fili di Arianna per evitare di perdersi e illuminare bene il cammino, per renderlo in poco tempo praticabile anche agli altri.. e di fatto per rendere meno Selva la Selva.

C’è poi chi ne è inesorabilmente attratto e vi finisce dentro in maniera imprescindibile dalla sua volontà razionale. Di quest’ultima categoria di persone mi sento orgogliosamente di far parte, una categoria sempre meno di moda di amanti più o meno volontari delle tenebre della non conoscenza ricche di tutta l’infinità che ancora c’è da capire.

Noi membri di questa allegra brigata non temiamo il buio di questa macchia a volte troppo fitta ma anzi ne siamo avvezzi, brancolare nel buio sarebbe solo un piccolo prezzo da pagare se un giorno per davvero in mezzo a queste tenebre trovassimo un piccolo fiore ancora mai osservato da nessuno. Noi infatti siamo quelli senza pazienza, quelli che hanno provato ad essere scientifici e procedere in maniera organizzata ma ad un certo punto ci siamo fermati, abbiamo alzato la testa, e nell’ascoltare le sirene abbiamo rocamboloscamente scavalcato la staccionata e ci siamo persi col cuore a mille trai pericoli di un sentiero mai battuto.

Il nostro procedere adesso è istintivo, quasi casuale, orgogliosamente scomposto e frammentato, destinato per sua stessa natura consapevole al nulla o alle più grandi scoperte.

E ogni tanto torniamo a casa, con un cesto pieno di cose da donare al mondo. A volte queste cose sono assolutamente senza valore. Una pietra proveniente da un mondo lontano è pur sempre una pietra agli occhi di chi ne vede ogni giorno mille in tutto uguali sul suo sentiero; che ne sa lui delle fantastiche creature che vi si sono posate, che ne sa dei cieli che quella pietra ha visto e dei viaggi che ha fatto. Spesso quella pietra è un tesoro che vorremmo dare al mondo ma è un tesoro che solo noi possiamo vedere.

Ecco qua in questa cesta quindi i miei tesori, i frammenti di stelle che ho trovato lungo il mio procedere stento nella vita, i fiori su chi mi sono fermato a contemplare scegliendoli chissà perché tra altri milioni di più belli. E’ solo quel piccolo tesoro inutile che ho incontrato nel mio scomposto rimuginare di ogni giorno, fino all’ultimo giorno.