Conversazioni sulla spiaggia: 1 – il libero arbitrio

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Lo vide mentre camminava sulla spiaggia, sembrava quasi che lo stesse aspettando. Si stagliava lontano nella giornata d’inverno, l’aria era fredda ma il sole, oramai quasi pronto a sparire nel mare, li scaldava a metà. Dietro a loro un boschetto e in fondo una collina che scendeva a scogliera sul mare.

Continuò ad andargli incontro mentre pian piano ne imparava i contorni e gli diveniva familiare qualcosa che forse familiare già gli era. Sembrava sapesse che sarebbe passato di là, ma tutto ciò non lo inquietò e non appena lo raggiunse si sedette accanto a lui, un uomo anziano con la barba e i capelli bianchi vestito di una grande tunica marrone con bande arancioni. Il sole gli illuminava il viso di una luce rossastra e si poteva intravedere sotto la barba un sincero sorriso. Continuò a tenere gli occhi chiusi, quasi come se non si fosse accorto di lui. Istintivamente fece lo stesso e assaporò quella brezza, quell’odore, quel sole che gli illuminava e accarezzava la faccia.

Dopo alcuni minuti il ragazzo gli parlò:

Chi sei?”

Sono un uomo anziano che viene da molto lontano”

Mi stavi aspettando?”

Sei tu che mi ha cercato”

“Ti sbagli, io non ho cercato nessuno”

Se sei venuto qua a passeggiare è perché stai cercando qualcosa, lo fai spesso quando hai bisogno di risposte”

E tu questo come lo sai?”

So molte cose di te, si potrebbe dire che so tutto di te, ancora più di quello che tu stesso conosci di te. Ad esempio so che non hai bisogno di risposte, quelle già sono in te. Hai solo bisogno di farti le giuste domande”

Forse è vero, forse devo solo avere il coraggio di farmi quelle domande di cui ho già la risposta. Oggi sono venuto qua per questo, perché a volte star solo mi aiuta a pensare o perlomeno mi fa star bene”

Cosa più ti spaventa?”

Non hai appena detto di sapere tutto su di me?”

Non lo sto chiedendo per me, lo sto chiedendo per te”

Il ragazzo lasciò che ancora un po’ di vento gli soffiasse in faccia mentre il sole continuava a scendere verso il mare a incontrare il suo riflesso, e giocò con uno stecco sulla sabbia mentre gli rispondeva.

Ho paura di sbagliare, di buttare al vento la mia vita”

Mhhh. Sbagliare rispetto a cosa?”

Beh sbagliare nel senso di non seguire la mia vera strada, di non divenire me stesso”

Tu credi che ognuno di noi abbia una strada già segnata? In quel caso perché ti interroghi su qualcosa che accadrà comunque?”

No, non credo in un destino precostituito, credo però che si dipanino di fronte a noi varie strade, alcune di queste ci portano una maggiore soddisfazione, altre meno. Direi che quelle che ci danno minor soddisfazione sono quelle sbagliate”

Cosi ti condanni a vivere una vita perennemente sbagliata, di fronte alle centinaia di scelte che affrontiamo ogni giorno che probabilità abbiamo di compiere sempre la migliore?”

Sto parlando delle scelte importanti”

Tutte le scelte sono importanti”

Segui’ un tempo indefinito di silenzio, come di due versioni che non vogliono capirsi, non vogliono o non possono collimare, due linguaggi diversi che non si fondono in un unico dialogo costruttivo, poi riprese.

Osserva questa collina a strapiombo proprio accanto a noi, vedi come il mare l’ha erosa, vedi come a terra è pieno di massi caduti da quella cima negli anni, nei secoli. Ecco immagina che adesso si stacchi un piccolo sasso dalla cima e che venendo giù coinvolga altri sassi, e sabbia, e terra in una piccola valanga. In pochi secondi sarebbe tutto finito e quella piccola pietra dopo aver compiuto il suo destino se ne starebbe probabilmente per un bel po’ laggiù in mezzo a tante altre in attesa di futuri avvenimenti che potrebbero poi portarla chissà dove”

Non capisco cosa questo possa aver a che fare con me”

Abbi pazienza, immagina adesso di poter riportare indietro il tempo a qualche secondo fa, al momento esatto in cui quel sassolino se ne stava ancora ancorato sulla cima, li immobile da chissà quanto tempo. Immagina che si ripeta il momento esatto della caduta. Credi che potrebbe avvenire in maniera diversa da come è accaduto? Voglio dire, credi che non coinvolgerebbe nella caduta gli stessi identici sassi, e sabbia e terra? Non credi che fin nel più piccolo dettaglio si riprodurrebbe la stessa scena e il nostro sassolino ricadrebbe esattamente nella stessa posizione?”

Si, non credo potrebbe accadere diversamente. Se le condizioni iniziali sono esattamente le stesse non c’è motivo di pensare che potrebbe prodursi un risultato diverso”

Il nostro sassolino ha quindi un suo destino al quale non può sfuggire”

Si, credo sia vero”

Il nostro sassolino non è spuntato li dal nulla ma sommovimenti giganteschi della crosta terrestre lo hanno fatto arrivare fino a li e prima ancora lo hanno creato componendolo da semplice lava che chissà da quanti milioni di anni si mescolava all’interno della pancia del pianeta. E cosi andando ancora più indietro, le molecole che lo compongono hanno compiuto percorsi infiniti e improbabili che le hanno poi racchiuse in un unica piccola pietra”

Vuoi dirmi che il destino di quella pietra era scritto fin dall’inizio dell’Universo?”

Dico solo che se il ragionamento che abbiamo fatto per quella pietra vale nel piccolo, perché non dovrebbe valere anche nel grande?”

Quindi, come fosse un biliardo.. se potessi colpire una palla nello stesso identico punto con la stessa identica forza con le stesse identiche condizioni di temperatura e attrito dell’aria e del panno otterrei gli stessi identici risultati, e come in un biliardo cosmico il destino di tutto l’Universo sarebbe racchiuso nell’istante stesso della sua nascita”

Per quanto ne sappiamo, potrebbe essere cosi”

Ma se questo vale per la materia inanimata non può valere nei nostri confronti, nel momento in cui l’uomo fa la sua comparsa nell’universo introduce una variabile impossibile da calcolare, crea delle possibilità con il suo libero arbitrio”

Cosa ti rende speciale rispetto a quel sassolino?”

Beh ovvio, io sono vivo, io ho una ragione, una coscienza di me, dei sentimenti, delle aspirazioni”

Tu credi che basti per darti la libertà di decidere del tuo futuro? Da dove provengono la tua ragione, la tua coscienza, i tuoi sentimenti e aspirazioni se non dagli atomi di cui sei composto? Tu a differenza di quel sassolino sei convinto di poter evitare di cadere o magari di cadere in maniera differente, sei convinto di controllare la tua esistenza”

Si lo sono, lo faccio in continuazione.. io ho una coscienza”

Può darsi che tu abbia ragione e che questa coscienza (c’è chi la chiama anima) sia effettivamente ciò che ci rende diversi, la variabile impazzita dell’universo. Ma proviamo per un attimo a ragionare senza far affidamento sulle nostre credenze, basiamoci solamente su quello che sappiamo della nostra composizione. Siamo fatti di atomi, esattamente come quel sassolino.. anzi, probabilmente i nostri atomi prima di comporre noi hanno composto tantissime altre cose, alcune in tutto simili a quel sassolino. E in futuro ne comporranno di altri in un ciclo che potrebbe apparire infinito”

Una visione molto materialistica e deterministica del mondo”

Può darsi, ma ti prego di confutarmi qualora cogliessi un errore nel mio ragionamento. Anche io sarei più felice di godere di una piena e reale libertà, se è vero che la somma dei nostri neuroni produce qualcosa di più e di diverso da un semplice mucchio di neuroni è vero che quella coscienza è strettamente vincolata alla sua base biologica. Penseresti di una pianta che ha libero arbitrio? Lo penseresti di un batterio? O di un insetto? O di un pesce? Di un coniglio? Di un maiale? Di un cane? Dove sta il discrimine? Da quando inizi a rispondere SI invece che NO? Solo nel caso dell’uomo?”

Beh non è facile da confutare, in fondo è vero che i nostri pensieri sono frutto della nostra composizione fisica, dei nostri neuroni. Possiamo pensare qualcosa di diverso da quello che è previsto che pensiamo? Abbiamo mai davvero la libertà di scegliere o ciò che siamo è interamente frutto di come si è disposto il resto delle molecole dell’universo?”

Oggi pomeriggio hai deciso di venire qua, sulla spiaggia. Apparentemente frutto di una tua libera scelta e opinione. Ma avresti potuto fare diversamente? Certo, come possibilità si. Ma se ci pensi bene l’unica possibilità che si è realizzata è l’unica che poteva davvero realizzarsi.”

Ho capito cosa mi stai dicendo, e forse hai ragione se parliamo di un unico universo, l’unico di cui la nostra coscienza ha esperienza durante la sua vita. Ho letto di teorie che presuppongono la nascita di un altro universo ogni qualvolta una molecola di energia si trova a scegliere tra due opzioni. Non si realizzerebbe solo l’ipotesi A ma nello stesso istante anche l’ipotesi B, ma in un altro Universo, del tutto simile tranne che per quel piccolo particolare”

E di più, di fronte ad uno spazio infinito siamo di fronte alla possibilità di infiniti universi, e di fronte ad un numero infinito qualsiasi probabilità, anche la più remota diventa anch’essa infinita. Tutto ciò che è possibile esiste da qualche parte, noi non siamo che una delle sue possibili rappresentazioni”

Caspita. Questo significa anche che.. che esisterebbero infinite copie di questo universo, quindi infiniti noi che esistono identici da qualche parte e non possiamo incontrarli se non con il pensiero. Da qualche parte c’è un universo che si è sviluppato identico a questo e si è sviluppato in maniera esattamente uguale a questo..” Nello sguardo del ragazzo adesso c’è un dubbio, ma continua: “..esistono anche universi uguali a questo ma con uno scarto temporale di pochi millisecondi, o secondi, o minuti, o ore, o anni. Potendoli visitare sarebbe come viaggiare nel tempo, vedere il nostro passato o.. il nostro futuro, senza che in realtà sia davvero il nostro. Solo copie identiche. Infinite copie identiche”

Non è affascinante che pur privati della nostra libertà possiamo comunque ragionarne e goderne come se lo fossimo?”

Stavo per dirtelo, in fondo è il non poter conoscere il futuro che ci dà libertà in tutto questo. Come fossimo liberi di scegliere scegliamo, di fatto per noi nulla cambia perché per noi questo universo conta, questa vita conta, questa esistenza, questa coscienza”

Già. Se non la consapevolezza che possiamo essere tutto ciò che vogliamo, perché non sappiamo in quale universo siamo. E che probabilmente da qualche parte c’è un noi per ogni scelta che avremmo fatto”

Cosi però siamo punto e a capo. Dimmi la verità, tu chi sei”

Dovresti averlo capito adesso, io posso venire da un altro tempo o da un altro spazio, però posso stare qua a dialogare con te su questa spiaggia”

In quel momento senti’ il rumore di una frana provenire dalle loro spalle. Era un pezzetto di quella scogliera che veniva giù davvero, facendo un gran nuvolone. Il ragazzo si voltò per dirgli “Hey, hai visto anche tu?” ma non c’era più nulla, solo la spuma portata dal mare, e il sole che in quel momento se ne andava.

NOTA: proprio mentre chiudevo la scrittura di questo pezzo ho per caso visto questo video su facebook, il caso a volte ci fa degli scherzi.. quindi sto al gioco e lo condivido con voi!

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